Come funzionano i raccordi a pressare: guida tecnica completa al montaggio

In un’epoca in cui l’efficienza e la sicurezza degli impianti idraulici e termici sono diventate priorità assolute, la tecnologia dei raccordi a pressare ha rivoluzionato il settore, superando in molti aspetti i metodi di giunzione tradizionali come la saldatura o la filettatura.

Il sistema pressfitting si distingue per la sua rapidità di installazione, l’affidabilità della tenuta nel tempo e l’assenza di fiamme libere, elementi che contribuiscono a un ambiente di lavoro più sicuro e a una significativa riduzione dei tempi di esecuzione.

Questo articolo si propone come una guida tecnica completa per comprendere come funzionano i raccordi a pressare e come padroneggiare le tecniche di montaggio per garantire la massima efficacia.

In questo scenario, realtà autorevoli come Hitherm offrono soluzioni di pressfitting che rappresentano un punto di riferimento per qualità e innovazione, assicurando prodotti conformi alle normative e adatti a una vasta gamma di applicazioni, dal civile all’industriale.

L’adozione di questi sistemi non è solo una scelta di modernità, ma un investimento nella sicurezza e nella durabilità dell’impianto.

Componenti del sistema pressfitting

Per comprendere come funzionano i raccordi a pressare, è fondamentale conoscerne i componenti principali. Il sistema si basa sull’interazione di pochi, ma cruciali, elementi che, se usati correttamente, garantiscono una giunzione ermetica e permanente.

  • Raccordo a pressare: è l’elemento centrale, generalmente in acciaio inox, acciaio zincato o rame, progettato con un’estremità in cui è alloggiato l’O-ring e una battuta che indica la corretta profondità di inserimento del tubo.
  • Tubo: può essere in diversi materiali compatibili con la tecnologia a pressare (acciaio inox, acciaio galvanizzato, rame, multistrato), tagliato a misura e preparato per l’alloggiamento.
  • Guarnizione O-ring: elemento elastomerico (solitamente EPDM, FKM, HNBR a seconda dell’applicazione) posizionato all’interno del raccordo. È la chiave per la tenuta stagna della giunzione. La pressatura deforma permanentemente il metallo del raccordo comprimendo l’O-ring contro il tubo.
  • Pressatrice: l’attrezzatura meccanica (a batteria o elettrica) che fornisce la forza necessaria per la compressione.
  • Ganasce/Collari: sono gli accessori intercambiabili montati sulla pressatrice, specifici per il diametro e il profilo di pressatura (ad esempio profilo “M” o “V”) del raccordo da giuntare.

Procedura di installazione step by step

L’installazione dei raccordi a pressare è un processo standardizzato e relativamente veloce, che richiede precisione in ogni fase per evitare malfunzionamenti.

  1. Taglio del tubo: il tubo deve essere tagliato a misura utilizzando un tagliatubi appropriato per garantire un taglio perfettamente perpendicolare e senza deformazioni. Un taglio impreciso è un errore comune che può compromettere la tenuta.
  2. Sbavatura/spelatura: l’estremità del tubo deve essere sbavata (internamente ed esternamente) e, nel caso di tubi multistrato o in alcuni metalli, talvolta spelata o calibrata. L’eliminazione di spigoli vivi e bave è essenziale per evitare di danneggiare l’O-ring durante l’inserimento.
  3. Inserimento del raccordo: il tubo viene inserito nel raccordo fino a toccare la battuta di riscontro. È consigliabile ruotare leggermente il tubo durante l’inserimento per facilitare il passaggio sull’O-ring e assicurarsi che non si sposti dalla sua sede.
  4. Posizionamento della ganascia/collare: la ganascia o il collare, della misura e del profilo corretti, viene posizionata perpendicolarmente sul raccordo, assicurandosi che sia ben allineata e che non copra la battuta, ma comprima la parte metallica del raccordo.
  5. Pressatura: si aziona la pressatrice. Questa fase, che dura pochi secondi, provoca una deformazione plastica permanente del metallo del raccordo sul tubo, creando la giunzione meccanica e comprimendo l’O-ring per la tenuta idraulica. Il raccordo pressato non può più essere rimosso.

Attrezzature necessarie per la pressatura

Il successo e la rapidità dell’installazione dipendono strettamente dall’utilizzo dell’attrezzatura corretta, fornita anche da aziende specializzate come Hitherm, che garantisce la compatibilità con i propri sistemi.

  • Pressatrici: gli strumenti principali, disponibili in versione a batteria (più maneggevoli e adatte a spazi ristretti) o elettriche con filo per lavori più intensivi. Devono essere regolarmente calibrate e mantenute per garantire la forza di pressatura corretta.
  • Ganasce e collari: componenti specifici per diametro e profilo del raccordo (ad esempio M, V, TH). È fondamentale utilizzare la ganascia appropriata per il raccordo in uso per assicurare una pressatura completa e conforme.
  • Accessori di preparazione: includono il tagliatubi per tagli netti, lo sbavatore per rimuovere le bave interne ed esterne, e in alcuni casi il calibratore/spelatubi per preparare i tubi multistrato.
  • Piegatubi: utilizzati quando è necessario curvare il tubo per evitare l’uso eccessivo di raccordi ad angolo.

Tempi di installazione e produttività

Uno dei maggiori vantaggi dei raccordi a pressare è il notevole risparmio di tempo. Mentre la saldatura o la filettatura richiedono operazioni laboriose (pulizia, preparazione, saldatura, raffreddamento o sigillatura), la pressatura è un processo quasi istantaneo.

I tempi reali di installazione per una singola giunzione, una volta che il tubo è preparato, si attestano su pochi secondi, generalmente da 5 a 15 secondi per i diametri più piccoli e meno di un minuto per i diametri maggiori (fino a 6 pollici, ad esempio).

Il confronto con i sistemi tradizionali è schiacciante: l’eliminazione dei rischi legati alla fiamma libera e dei tempi morti per il raffreddamento o l’attesa del sigillante, consente un aumento esponenziale della produttività in cantiere e un notevole risparmio sui costi di manodopera. Inoltre, l’impianto può essere collaudato immediatamente dopo l’ultima pressatura.

Errori comuni da evitare nel montaggio

Sebbene l’installazione sia rapida e relativamente semplice, l’attenzione al dettaglio è cruciale. Evitare alcuni errori comuni è la chiave per la longevità dell’impianto.

  • Taglio impreciso: un taglio non perpendicolare o con bave residue è la causa principale di un danneggiamento dell’O-ring durante l’inserimento, portando a potenziali perdite.
  • Mancata spelatura/calibrazione: soprattutto con tubi multistrato, se non si esegue la corretta calibrazione e la rimozione dello strato interno, il raccordo non aderisce perfettamente.
  • Inserimento incompleto: il tubo deve sempre raggiungere la battuta di riscontro del raccordo. Se il tubo è inserito in modo parziale, la pressatura non avviene sull’O-ring nella sua posizione ottimale, compromettendo la tenuta.
  • Pressatura incompleta o mancata: l’errore umano, specialmente in installazioni in serie, può portare alla dimenticanza della pressatura o all’uso di una pressatrice non calibrata, che non completa il ciclo di compressione. A tal proposito, è bene ricordare che piccole infiltrazioni domestiche anche minime, possono causare gravi danni strutturali nel tempo. È buona norma marcare ogni giunzione completata.
  • Scelta errata della ganascia: utilizzare una ganascia con un profilo o un diametro non compatibile con il raccordo specifico in uso impedisce la corretta deformazione del metallo e compromette irrimediabilmente la giunzione.

In conclusione, la tecnologia dei raccordi a pressare rappresenta la risposta più moderna ed efficiente alle esigenze dell’impiantistica contemporanea. Sapere come funzionano i raccordi a pressare è ormai una competenza indispensabile per il professionista, garantendo giunzioni affidabili, veloci e soprattutto sicure, eliminando la necessità di fiamme libere.

La combinazione di una procedura di installazione ben definita, attrezzature di precisione e la scelta di sistemi di alta qualità, come quelli offerti da Hitherm, stabilisce nuovi standard di eccellenza nel settore. L’investimento in questa tecnologia si traduce direttamente in efficienza operativa e una durata senza eguali per l’intero impianto.